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05/01/2011
MORIA DI UCCELLI E PESCI, ESPERIMENTO SEGRETO?: SAPERE DI TUTTO UN PO'
Ci vogliono raccontare la solita falsità che sarebbe stato un ''trauma'' dovuto a cause imprecisate a uccidere in Arkansas le migliaia di esemplari di merli e di pesci trovati senza vita nei giorni scorsi nella zona di Beebe, a nord ovest dello Stato. Può essere, invece un esperimento voluto da autorità militari, per tastarel'effetto distruttivo su esseri umani, c'è poco da stare tranquilli, non è fantapolitica ma è ciò che molti si stanno preoccupando, da quando sono stati accertate alcune responsabilità, ovviamente smentite dall'autorità governative e militari, su esperimenti portati ormai da alcuni decenni, si tratterebbe dell'impianto H.A.A.R.P. sito in Alaska. Da alcuni anni sotto accusa e conducibile, per alcuni ricercatori, alla responsabilità dei terremoti e cambiamenti climatici avvenuti in questi anni.
Inoltre, per ritornare ai fatti inquestione, non si spiegherebbe che alnche in altre zone come in Lousiana, sia avvenuta la stessa cosa.
. Le autorita' dello Stato hanno reso noto che sono in corso indagini da parte degli esperti per determinare cosa abbia provocato la morte degli animali. Di certo si sa solo che la loro morte e' stata conseguenza di ''un evento traumatico''. ''Se si fosse trattato di una normale sostanza inquinante avrebbe colpito tutti i pesci, e non un di solo tipo'' ha detto Keith Stephens, della Commissione dell'Arkansas per gli animali selvatici e i pesci, riferendosi al fatto che i pesci trovati morti appartengono solo a una particolare specie, i pesci tamburo.
La moria e' avvenuta nel fiume Arkansas, nella zona di Ozark, a circa 200 chilometri a nord ovest di Beebe. I pesci galleggiavano morti su un tratto di fiume lungo circa 30 chilometri. Come per i pesci, restano misteriose anche le cause della moria degli uccelli, anche se gli esperti ritengono che i due fenomeni non siano collegati. Le analisi condotte su alcuni esemplari hanno accertato che gli uccelli sono morti in seguito a improvvise emorragie interne dovute a un trauma. Oltre ai circa 5.000 merli trovati morti in Arkansas, accertamenti sono in corso su un'altra moria di piccoli uccelli in Louisiana: 500 merli sono stati trovati senza vita in uno stesso tratto di strada nella zona di Labarre, nella Contea di Pintee Coupe, nel nord dello Stato al confine con l'Arkansas.
Cosa può essere successo, tornando al discorso dell'impianto H.A.A.R.P. è un programma di ricerca nato per studiare le proprietà della ionosfera e le avanzate tecnologie nelle comunicazioni radio applicabili nel campo della difesa. Il termine HAARP indica l'acronimo di High-frequency Active Auroral Research Project: Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta frequenza. E' un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense (DoD), coordinato dalla Marina e dall'Aviazione e considerato il nucleo del programma "Guerre Stellari" avviato sotto le amministrazioni Regan–Bush negli anni '80.
HAARP ha sede a Gakona, Alaska, ed è costituito fondamentalmente da 180 piloni di alluminio alti 22 metri. Su ogni pilone sono state installate doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa l'altra per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km grazie alla loro potenza. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia atmosferiche che terrestri. Il principio è plausibile che le irradiazioni delle antenne HAARP possano rimbalzare fino a colpire gli strati bassi dell’atmosfera sopra un Paese distante migliaia di chilometri. Ed interferire quindi con i fenomeni meteorologici, molti media si occuparono diquesto, ma sembra che siano stati sempre smntiti o costretti a rinunciare a indagare, anche all'estero come il sito della «Prava» ha ospitato un inquietante articolo, scritto dal deputato ucraino Yuri Solomatin, in cui si esprime preoccupazione per gli esperimenti condotti dagli americani in Alaska, dove dal 1994 si sta portando avanti il programma HAARP, High Frequency Active Auroral Research Program, cioè «programma di ricerca attiva aurorale con alta frequenza». In pratica, una selva di enormi antenne eretta nel bel mezzo della foresta boreale nordamericana. Solomatin ha voluto richiamare l’attenzione dell’Ucraina su un problema già sollevato dai Russi. Quelle antenne sono forse il prototipo di un’arma «geofisica» americana, capace di condizionare il clima di continenti alterando con microonde la temperatura o l’umidità? Il deputato ucraino dà credito al sospetto che i disastri naturali intensificatisi ultimamente siano da imputare ai sempre più assidui test del sistema HAARP. Anche in Germania, le inondazioni dello scorso anno sono sembrate a qualcuno troppo disastrose. Così due giornalisti tedeschi, Grazyna Fosar e Franz Bludorf, hanno vagheggiato in un loro articolo, pubblicato sul numero 120 del bimestrale «Raum und Zeif», che i cicloni e gli allagamenti che hanno piegato l’Europa Centrale possano essere legati all’HAARP. La Russia aveva dato l’allarme quasi un anno fa. Come riporta l’agenzia Interfax dell’8 agosto 2002, ben 90 parlamentari della Duma di Mosca avevano firmato un appello indirizzato all’ONU in cui si chiedeva la messa al bando di questi esperimenti elettromagnetici. Un mese più tardi erano saliti a 220 i deputati russi a favore dell’appello. D’altronde vi era stato un rapporto della Duma che accusava esplicitamente l’America. Parole schiette e scomode: «Sotto il programma HAARP, gli USA stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto qualitativo è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari». Ma anche per alterare l’equilibrio protettivo della Terra con continue immissioni innaturali dando luogo ad una catena di effetti collaterali come ad esempio la distruzione totale dello strato di ozono.
Riporto un articolo scritto da Alessio Di Benedetto. Come è noto, con H.A.A.R.P. si intende un gigantesco sistema di antenne ubicate a Gakona (Alaska), il cui scopo ufficiale è lo studio della ionosfera, ma che in realtà è una potente arma per manipolazioni climatiche e tettoniche. Occorre ricordare che impianti simili, altrettanto potenti, sorgono anche altrove, in Svezia, Russia, Francia, Italia… Lo studio di Alessio Di Benedetto è un contributo fondamentale, poiché dovuto ad un esperto nel campo delle frequenze: l’autore, infatti, è docente di Storia ed estetica musicale presso il conservatorio di Foggia. Ha scritto numerosi libri di argomento musicale, in cui spazia dalla storia antica alla fisica, dalla simbologia alle scienze di frontiera. Le sue numerose pubblicazioni hanno riscosso grande successo di critica e di pubblico. Chi meglio di Di Benedetto dunque, abituato a disquisire di armoniche, frequenze, vibrazioni, si può comprendere i veri fini di H.A.A.R.P.? Il testo, ciconduce con chiarezza e sulla base di investigazioni scientifiche, la relazione tra risonanza Schumann, la pulsazione naturale della Terra, e l’inquinamento elettromagnetico.
00:05 Scritto da: francof55 in ambiente e natura | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: moria di uccelli e pesci, esperimento segreto, sapere di tutto un po', progetto h.a.a.r.p., strategia distruzione di massa, inquinamento, alterazioni climatiche, onde elettromagnetiche, terremoti, studio della ionosfera, applicazioni militari | OKNOtizie |
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Commenti
Salve i merli le tortore e altri uccelli si servono di particolari sensi per spostarsi, dunque è stato provato che il polo magnetico si è spostato di 10 gradi in poco tempo, gli uccelli che sono in grado di sentire ilo magnetismo sono "semplicemente impazziti" Non a caso ci stiamo avvicinando al fatidico 2012..
Scritto da: Gianfranco | 09/01/2011
Rispondi a questo commentoposso riprodurre questo articolo sul mio blog?
anche io ho scritto qualcosa di simile ed ho anche scoperto che la moria era stata "annunciata" in un recente telefilm
http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/01/un-serial-televisivo-prevede-le-morie.html
Scritto da: corrado penna | 10/01/2011
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